Racconto “Chi siamo noi?” su Il rifugio dell’ircocervo

Continuo con il recupero dei racconti pubblicati l’anno scorso e di cui ancora non avevo parlato qui con Chi siamo noi?, pubblicato a settembre 2021 nel numero 8 de Il rifugio dell’ircocervo.

Nel mondo delle riviste letterarie online, ce ne sono molte e diverse, ognuna con una propria linea che la caratterizza, perciò la distingue dalle altre.
Per me, Il rifugio dell’ircocervo è sempre stata una rivista di qualità alta, i cui numeri sono delle piccole antologie, sia per la qualità dei testi, sia per la cura di contenuto e di estetica, sia per la lunghezza dei testi che pubblicano.
Per questa ragione, mi ero convinto che quello che scrivevo non fosse mai sufficiente, così, per poter decidere di inviare loro un racconto – dopo un paio d’anni di revisioni, dopo averci pensato e ripensato -, dovetti farlo d’impulso.

Questa è l’illustrazione di Irene Fattori che è stata creata a partire da Chi siamo noi? e pubblicata con il racconto

Il racconto che scelsi di inviare si intitola Chi siamo noi? ed è la storia, raccontata in prima persona, di un uomo – meglio scemo che stronzo – che vive lo spopolamento del paese in cui abita e della propria vita, quindi ricostruisce la storia per arrivare a costruire una forma possibile di sopravvivenza alla solitudine.
Chi siamo noi? inizia così:

A Limenzo era tutto un gran ridere.
Mia madre si sganasciava, io mi sganasciavo, mio padre si sganasciava e piegava la testa all’indietro e diceva: «Per l’amore di Dio, quanto siamo felici?», e il signor Gobbi, quando ci incrociava, ci diceva: «Beati voi!».
Il signor Gobbi era il custode del cimitero e nel cimitero ci abitava proprio.
Diceva: «Almeno qui ho sempre compagnia», e poi, quando mi vedeva passare in bicicletta, mentre lui spazzava il parcheggio e strappava le erbacce, io diminuivo la velocità e gli urlavo: «Ancora qui stai?!», e lui: «Aspetto di sistemare pure te e poi me ne vado ai Caraibi!», e io: «Aspetta, aspetta!». Poi mi alzavo sui pedali e sfrecciavo via.

Per leggere il racconto e gli altri pubblicati a settembre 2021, ecco il link al numero 8 del Rifugio.

Alessandro

Ps: approfitto di questo post anche per segnalare la newsletter curata dalla redazione del Il rifugio dell’ircocervo: Vite subacquee, “la newsletter dedicata al recupero delle riviste letterarie dell’Ottocento e del Novecento italiano.”
Arriva più o meno una volta al mese e, finora, mi ha permesso, oltre che di scoprire autori e autrici che non conoscevo, di entrare in contatto con un modo diverso di raccontare i primi del ‘900, riscoprendo i piccoli desideri che innervavano anche gli anni in cui correva la storia con la maiuscola.


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